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lunedì 4 giugno 2012

> Verdelilla__shopping












Fotografie © Enrico Frignani

VERDELILLA
Corso Re umberto 27 interno cortile
telefono 011 5172701 
www.verdelilla.it

sabato 2 giugno 2012

> SAM al Parco Michelotti (ex zoo)
















Fotografie © Enrico Frignani


 Chi è SAM

SAM__ è un progetto di riqualificazione urbana degli spazi del Parco Ignazio Michelotti di Torino (ex-zoo comunale), attraverso le opere di street art, promosso dall’associazione culturale BorderGate nell’ambito delle proprie attività estive che vanno sotto il nome di Border Land. SAM è inoltre parte integrante della manifestazione picTurin dedicata alla decorazione di murate legali, patrocinata dal Comune di Torino e promossa da diverse associazioni attive da anni sulla scena cittadina nel settore della street art. L’idea è quella di realizzare un museo di street art a cielo aperto mettendo gratuitamente a disposizione degli street artist che desiderano dipingere e esporre permanentemente la propria opera all’interno del museo, i muri disponibili all’interno dell’area. Le opere realizzate andranno a formare un percorso espositivo all’aperto che si dipanerà lungo tutto il parco e consentirà ai visitatori di ammirare i dipinti presenti. L’area si trova in centro città e dopo la chiusura dello zoo è stata trascurata e utilizzata temporaneamente per ospitare manifestazioni e attività di genere diverso (il progetto Experimenta legato alla diffusione della cultura scientifica e il progetto Border Land relativo alla diffusione/promozione di forme d’arte e cultura copyleft sono due esempi). SAM nasce per rivalorizzare dal punto di vista urbanistico e sociale l’area attraverso le opere d’arte che, oltre a rivitalizzare, anche se soltanto esteticamente, gli edifici abbandonati e fatiscenti, hanno la funzione di: rilanciare l’immagine del parco e promuovere la rinascita sociale dell’area; migliorare la percezione e l’esperienza nella visita del parco da parte degli utenti; contribuire attivamente alla promozione di street artist e diffondere, più in generale, la cultura della street art; costituire un presidio artistico che, in prospettiva, potrebbe contribuire a preservare l’area da eventuali speculazioni edilizie. I muri disponibili saranno assegnati dall’associazione anche in base alle preferenze espresse dagli artisti. Le tempistiche di realizzazione del progetto prevedono quattro step (weekend dal 26 maggio al 24 giugno) nel corso dei quali verranno dipinte le opere principali. Tuttavia, il progetto continuerà anche successivamente: gli spazi rimasti liberi saranno attribuiti gratuitamente dall’associazione a coloro che vorranno dipingere e entrare a far parte di SAM.

www.samuseum.wordpress.com


 Storia di Parco Michelotti (ex zoo comunale)

Il Parco Michelotti sorge sui resti del canale che l’omonimo ingegnere costruì nel 1817 per fornire d’energia tutta la zona di Madonna del Pilone, allora ricca di realtà produttive. I nuovi sistemi di approvvigionamento energetico ne decretarono il suo abbandono funzionale e nel 1935 fu riempito con le macerie provenienti dalla demolizione degli edifici di Via Roma. Il parco sorge vicino al centro della città ed è rimasto nella memoria dei torinesi come sede del vecchio zoo. Aperto dal 1955 al 1987 il giardino zoologico di Torino è stato un’importante attrazione turistica per la città basti pensare che nel 1971 ospitava più di 2500 animali tra mammiferi, uccelli, pesci e rettili.

Nel dicembre 1950 viene presentato al Consiglio Comunale il progetto dell'Ing. Manfredi per un Giardino Zoologico al Valentino , ampliato e accompagnato da un plastico degli impianti. In un primo tempo erano state individuate come aree da utilizzarsi per l'impianto dello Zoo il nuovo parco della Pellerina e poi il Parco pubblico Leone Ginzburg . A quest'ultimo progetto si era opposta la Soprintendenza ai Monumenti per il Piemonte. La scelta del vicino Parco Michelotti, "silenzioso e un tantino malinconico", viene ritenuta più consona in quanto l'occupazione di tale area da parte del Giardino zoologico, scontenterebbe, con tutta probabilità, solamente il ristrettissimo numero dei frequentatori della zona. Il 25 febbraio 1955 la Giunta comunale delibera di concedere per trent'anni alla Società Molinar la zona del Parco Michelotti. Il Consiglio comunale, in data 8 marzo 1955, approva la delibera della Giunta concedendo, per il costruendo Zoo, circa 24.500 mq del parco, dalla diga sul Po fino all'altezza del "Teatro Parco Michelotti", senza però oltrepassare, a monte, il viale che fiancheggia Corso Casale. Si realizza così a Torino la vecchia idea, sia dei Terni che dei fratelli Molinar: un Giardino zoologico associato a un deposito di transito. I lavori per la costruzione dello Zoo procedono alacremente in vista della sua inaugurazione, prevista nel mese di luglio. Il primo degli ingressi, quello principale, si aprirà all'altezza di via Romani; il secondo a fianco del teatro. Anche dall'esterno il passante potrà dare uno sguardo allo zoo, poichè esso non sarà circondato da alcun muro di cinta, bensì da una recinzione di rete metallica. Sono stati predisposti i lavori per la costruzione di un grande fabbricato comprendente otto vaste gabbie suddivise in zone riscaldate e all'aperto per i felini , alto quattro metri e sormontato da coni di vetro-cemento per favorire l'illuminazione naturale e dotati, alla cima, di un sistema di aerazione; sono in allestimento 12 gabbie per scimmie e piccoli mammiferi , anch'esse doppie. E' stata scavata un'isola per i giochi delle scimmie attrezzandola con altalene e ruote e, con la terra di riporto di questo e altri scavi, si è creata una collinetta che , guarnita sulla cresta di spuntoni di roccia affioranti, diventerà un'oasi adatta per accogliervi animali di montagna. Il 20 ottobre del 1955 si può procedere all'inaugurazione ufficiale. Il 5 settembre 1956, la Società Molinar invia una lettera ufficiale al Sindaco per informarlo di un nuovo progetto per la sistemazione definitiva del Giardino . Risulta nuova la proposta di far acquistare al Municipio, oltre al Teatro e all'annessa birreria, che verrebbe mantenuta ad esclusione della pista da ballo, anche l'unità immobiliare al momento occupata dall'Associazione Macellai. Il progetto della Molinar prevede la totale trasformazione di quest'ultimo fabbricato. Una parte dei locali dovrebbe infatti venire riattata per allestirvi un acquario-rettilario; la restante parte sarebbe destinata a biblioteca, sala di lettura e aula per conferenze. Il 20 marzo iniziano le opere perla costruzione del secondo lotto dello Zoo . Le opere da realizzare sono: un laghetto-stagno con acqua corrente, isolotti sabbiosi e qualche angolo erboso con ciuffi di canne; una costruzione , su modello di analoghe strutture straniere, che d ovrà ospitare da un lato le giraffe , con un ampio ricovero stalla e dall'altro lato gli elefanti pure con un grande ricovero stalla. A lato di ogni ricovero sorge un magazzino per deposito e all'esterno sono predisposti due vasti piazzali. Nella parte posteriore della Casa è ricavata un'ampia voliera. Il 29 gennaio 1958 la Società Molinar trasmette all'esame del Sindaco un progetto di massima e le relative spese per la costruzione di un Acquario-Rettilario al parco Michelotti. Il progetto viene affidato all'Arch. Enzo Venturelli . La pianta del complesso ha la forma di una T, il piano dell'Acquario risulta ribassato di circa due metri rispetto al piano esterno del terreno, mentre il piano del Rettilario è rialzato di circa due metri. Il 28 maggio1960 viene inaugurato l'Acquario-Rettilario. Nel novembre 1961 viene inoltrata la richiesta ufficiale della Società Molinar al Sindaco per il finanziamento dell'intero progetto riguardante le due case ancora mancanti: quella dei pachidermi, ippopotami e rinoceronti, e quella dei Felidi, leoni e tigri. Alla fine degli anni Sessanta inizia una campagna di critica nei riguardi dell'organizzazione e metodologia dei giardini zoologici. Il 30 luglio 1986 la concessione alla ditta Molinar è prorogata nonostante le molte polemiche fino al 31 marzo 1987. Il 18 febbraio 1987 il Consiglio Comunale approva la chiusura dello zoo per il 31 marzo e la costituzione di un collegio di esperti per la realizzazione di una struttura di osservazione e di ricerca sul fiume e per il riassetto e la riqualificazione del parco Michelotti. Il 1 aprile lo zoo chiude definitivamente. In dicembre la giunta con delibera d'urgenza dà al Politecnico di Torino (prof. Luciano Re del dipartimento Casa Città) l' incarico di allestire una documentazione sulla "formazione, consistenza, suscettibilità di riqualificazione dei caratteri architettonici ed ambientali del Parco Michelotti e di aree annesse all' ex canale". Si susseguono numerose ipotesi. Dopo la chiusura dello zoo nel marzo 1987 l' area all' interno della recinzione è chiusa al pubblico e solo parzialmente utilizzata: la zona centrale ospita gli animali rimasti, la parte verso la Gran Madre è scuola di giardinaggio per i ragazzi di una cooperativa, la zona vicino al ponte Regina Margherita è occupata dalla bocciofila e in parte recuperata a parco e chiusa. Nell'estate 1991 il parco è stato "palcoscenico di intrattenimento" per il pubblico della città: piano bar, ristorante, spettacoli teatrali, sfilate di moda hanno richiamato un folto pubblico. La circoscrizione 8 il 25 giugno 1991 in un'assemblea aperta nella biblioteca Geisser ha discusso le prospettive di utilizzo del parco e la richiesta, con la raccolta di firme, della riapertura immediata della parte chiusa al pubblico e delle trasformazioni, della manutenzione e della sicurezza dei vari impianti. La delibera programmatica del 1988 con il progetto preliminare al Piano Regolatore di Torino del 1991 dà una notevole importanza alla "Valle del Po" prospettando possibili e consistenti trasformazioni. Sono previsti due nuovi ponti sul Po: uno corrispondente al sottopasso del Lingotto, l'altro in proseguimento di corso San Maurizio per escludere il ponte della Gran Madre dal traffico veicolare. Il parco del Po diventa una grande area per lo svago con attrezzature ricettive agli estremi, attrezzature sportive e nautiche diffuse, luoghi di sosta e di ristoro. Il fiume diventa navigabile grazie a due chiuse in tutta la sua estensione.

> ABC in cucina (evento 12/6)




Un'anteprima d'estate a passeggio tra i vigneti di montagna dell'Alto Adige e il pesce del Mediterraneo. Con Beppe Gallina e Alessandro Felis, una serata fresca e golosa! Vi aspettiamo, per trascorrere una serata spensierata in allegria!

Martedì 12 giugno, h. 19.30. Costo 25 euro a persona.

E' necessaria la prenotazione, scrivendo una e-mail a: info@abcincucina.it  oppure telefonando al numero 011 5612237. In collaborazione con la Pescheria Gallina e l'Accademia Sac à poche.


ABC in cucina S.r.l.
Corso Vittorio Emanuele II, 86
telefono 011 5612237

venerdì 1 giugno 2012

> Toolbox _ Torino office lab














Fotografie © Enrico Frignani


L'ufficio cambia formula: in Toolbox il lavoro autonomo diventa sociale, dinamico, condiviso. Spazi dedicati alle aziende, ai professionisti e alle nuove generazioni di freelance, per unire autonomia e contaminazione in un ambiente attivo e sostenibile. In puro spirito coworking. Perché lavorare insieme è più bello e produttivo che farlo da soli. Toolbox offre spazi, servizi e soluzioni per il lavoro autonomo, al centro di un'area strategica per lo sviluppo delle nuove professionalità a Torino. Dalla singola postazione in open space alla team room a misura di azienda, Toolbox dà una nuova definizione all'idea di ufficio, combinando le esigenze di organizzazione e il bisogno di flessibilità, il bello dell'indipendenza e il vantaggio della condivisione, per una comunità attiva di liberi professionisti, imprese e innovatori. Con questo spirito, Toolbox organizza e ospita eventi di confronto e networking sui temi della creatività, del lavoro autonomo e dell'innovazione d'impresa.


> Catrame e Cemento (arte)



Flavio Vastarella



Andrea Nisbet


Carlo Gloria



P'tit Louis


Federica Beretta


Alejandro Tamagno




Luisa Raffaelli


Alina Vergnano

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Fotografie © Enrico Frignani
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 CATRAME E CEMENTO
Federica Beretta , Alessandro Floris,
Giulia Gallo, Carlo Gloria, Andrea Nisbet,
Enrico Partengo, P'tit Louis,
Luisa Raffaelli, Alejandro Tamagno,
Flavio Vastarella. Alina Vergnano

cfr. artecontemporanea è un'iniziativa di Carlotta Romano e Luca Terzolo. Nell'attesa della definizione di uno spazio espositivo stabile, cfr. promuove, come una sorta di trailer, una mostra temporanea sul tema della CITTA', in sintonia empatica con lo Smart City Festival e con la sede dell'evento, cioè i locali di Toolbox, costituiti da un'ex struttura industriale oggi abitativa a servizi per il coworking.


29 maggio _ 30 maggio _ 1 giugno 


> Everytype flows_Thype!


EVERYTYPE FLOWS - Thype!
presents "Letter are my friends"



Thype! coinvolge nuove realtà sperimentali nazionali e internazionali che rappresentano un interessante punto dell'innovazione nel campo TipoGrafico. A Torino l'associazione porta al pubblico del Digital Experience Festival i lavori di Letters Are My Friends per introdurre il physical computing e il parametric type, cioè l'interazione con software che generano in modo interattivo elementi tipografici tramite apparecchi analogici. Il progetto protagonista è il Buchstabengewitter, presentato attraverso un hardware analogico, una vecchia macchina da scrivere, che interagisce con un software digitale plasmando e proiettando lettere sul muro.

L'installazione  Buchstabengewitter
Partendo dall’idea che la più intelligente parte di un’animazione è la transizione da A a B, Ingo Italic ha sviluppato un toolkit di tipografia generativa in vvvv. Questo framework dinamico trasforma strutture lineari tridimensionali in tutte le lettere dell’alfabeto. Poco dopo Bärber Bold ha deciso di scoprire una sperimentazione concreta di questo „Buchstabengewitter“, creando molti test series chiamati “water-proof” dove ha esplorato la flessibilità ed applicabilità del toolkit nel campo del type in motion. Insieme, Bärber e Ingo,  hanno portato il Buchstabengewitter-framework al livello successivo: utilizzandolo come una macchina da scrivere. Presenteranno questa parte di interazione al festival, collegando una vera macchina da scrivere al framework vero e proprio.

Artisti coinvolti:
Bärber Bold e Ingo Italic, Fondatori di Letters Are My Friends, concept store di Berlino dove il Type incontra le nuove tecnologie.

In collaborazione con: Thype!


Officine Grandi Riparazioni
Corso Castelfidardo 22, Torino